Le pietre piatte

Associazione Romana Cultura Medica

              

 

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LE PIETRE PIATTE

(Locmariaquer, Morbihan)

 

E’ un dolmen a squadra situato in riva all’oceano, all’estremità della penisola di Locmariaquer, datato intorno al 3000- 2500 a.C.

Devastato nell’800 dai “cercatori di tesori”, venne restaurato agli inizi del ‘900: quel che restava del cairn originale venne sostituito con il tumulo attuale e si procedette all’integrazione e sostituzione di molte pietre di copertura del corridoio. Anche il menhir “indicatore”, posto vicino all’ingresso, è una libera interpretazione dei restauratori: la grande lastra, con numerose coppelle incise, giaceva davanti al monumento e se ne ignora il ruolo originale nella struttura.

Il corridoio, inizialmente orientato a Nord, dopo circa 6 m. piega a gomito con un angolo di 120° in direzione Nord-Ovest, allargandosi progressivamente fino a trasformarsi negli ultimi 7 m. in una camera sepolcrale, separata dal resto del corridoio da una lastra disposta trasversalmente che forma una sorta di “tramezzo”. Nel punto in cui il corridoio cambia direzione si inserisce a Ovest un piccolo recesso laterale quadrangolare.

Si calcola che il monumento completo fosse formato da circa 70 pietre; oggi se ne contano 50: 38 verticali e 12 di copertura, molte di queste ultime, piccole pietre piatte di granito, sono state sostituite nel restauro. Un’unica grande lastra (5 m. x 2,50 m. x 1,70 m, peso 23 T.) ricopre la camera.

Questo dolmen è famoso per le sue incisioni, molto caratteristiche e molto studiate, tanto che si parla di “stile delle Pietre Piatte”. Le incisioni, che ricordano quelle presenti nella penisola iberica, sono inserite in una specie cartiglio multiplo ovale: sugli ortostati posti verso l’ingresso vi sono le forme più semplici mentre all’interno della camera vi sono quelle più elaborate. Sono rappresentazioni complesse della Dea Madre Neolitica: seni multipli, “costole” e idoli “a scudo”. Vi sono anche probabili rappresentazioni delle fasi lunari: in particolare in una incisione si può vedere un triplo cartiglio a forma di Dea Civetta molto stilizzata (una delle rappresentazioni della Dea Madre) in cui è inciso un cerchio con un punto al centro (luna piena), seguito in ordine verticale da segni a U (falci di luna) e cerchi incompleti (luna nuova). Un ortostato, oggi esposto al Museo della Preistoria di Carnac, rappresenta la Dea Madre in una curiosa trasformazione evocante un polpo.

 

CORRIDOIO

CAMERA SEPOLCRALE

RECESSO LATERALE

Lunghezza : 24 m.

Lunghezza : 7 m.

Lunghezza : 2,80 m.

Larghezza :  1,5 m.

Larghezza :  2 m.

Larghezza :  1,10 m.

Altezza     :  1,1 m.